Alla partenza della Vuelta, tra le tante bici da cronometro passate al setaccio da Cyclingnews, è saltato fuori il pezzo grosso: un gruppo Dura-Ace prototipo, visto per la prima volta in gara. È chiaramente un progetto non finito (Shimano ha l'abitudine di far girare versioni preliminari), ma qualche indizio già si legge.
Partiamo dal dato che farà discutere: la cassetta mostra 13 pignoni. Un passo in avanti rispetto agli 11-12 a cui siamo abituati sulle corse su strada. Il cambio posteriore, però, non è wireless: c'è ancora il filo, in controtendenza rispetto a chi dava per scontato il salto al senza cavi. Si intravede anche una nuova pedivella, senza traccia di versione 1x e, a quanto pare, senza adozione del carbonio. C'è poi quello che sembra un nuovo punto di ricarica per il misuratore di potenza.
Sulle leve le novità sono sottili: il pulsante superiore sul cappuccio (la classica "A") sembra sparito, anche se un segno in cima lascia il dubbio che resti, mentre spunta un comando aggiuntivo sul lato interno di ciascuna leva. La forma complessiva resta simile a quella nota, ma potrebbe non essere quella definitiva. Secondo Cyclingnews, online le reazioni sono state finora tiepide.
Perché a te che macini gravel dovrebbe interessare? Perché la Dura-Ace è la vetrina dove Shimano prova le cose che poi, nei mesi e anni successivi, scendono di gamma fino a Ultegra, 105 e ai gruppi meccanici che finiscono anche sulle nostre bici da sterrato. Un eventuale passaggio a 13 velocità e la scelta di restare con cavo invece del wireless sono decisioni che, prima o poi, ricadono su cosa monteremo noi. Vale la pena tenere d'occhio come evolve.
Nel resto della galleria ci sono anche altri dettagli: una nuova sella da crono per Tadej Pogačar, una versione custom della Fizik Aeris LD R1 con imbottitura più sottile, richiesta esplicitamente dal corridore per avere qualcosa di più leggero. E la Pinarello Dogma F dipinta su misura per il campione nazionale spagnolo Marcel Camprubí, con i colori della bandiera in bella mostra.
Insomma, roba da strada e cronometro, ma con ricadute che prima o poi toccano anche chi va di gravel. Da seguire nei prossimi mesi.
Fonte: cyclingnews.com
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