Se pesi tutto quello che monti sulla bici, questa ti interessa. SILCA ha rifatto da zero la sua borsa sella Mattone e la nuova versione Ultimate pesa 44 grammi. Per capirci: la generazione precedente stava sui 90, quindi qui parliamo di un taglio del 50 per cento. Mezzo etto in meno non cambia la vita, ma sposta il ragionamento su come distribuisci i carichi e dove tieni il baricentro.
Il come è la parte interessante. SILCA ha mollato la tela cucita e usa pannelli esterni in TPU composito uniti con saldatura a radiofrequenza. Niente cuciture significa meno punti dove entra l'acqua e una superficie liscia che si appoggia più aderente alle barre della sella. Risultato: meno movimento e meno oscillazione laterale quando spingi, anche in fuori sella.
Lo spazio interno è ridotto all'osso. Una camera principale da 0,4 litri con apertura a conchiglia e una tasca piatta nel coperchio. È una borsa per chi sa già cosa portare e non improvvisa: camera, leve, un multitool, poco altro. Le misure sono 128x60x91 mm, praticamente invisibile sotto la sella.
La chiusura è il pezzo forte. SILCA ha montato il sistema BOA Li2, lo stesso delle scarpe da ciclismo di fascia alta, riadattato alla borsa. Manopola metallica a basso profilo e cavo TX4 morbido: giri e la borsa viene tirata verso l'alto attorno alla sella, eliminando le oscillazioni. La cinghia di montaggio è rinforzata in Hypalon, la zip è YKK resistente all'acqua e c'è un'asola per attaccare luce o action cam.
Il prezzo è 115 euro. Premium per una borsa sella, lo dice anche SILCA, e va detto onestamente: qui paghi la tecnologia e i materiali, non lo spazio. Per il gravellista italiano il discorso va tarato bene. SILCA la propone soprattutto a chi corre su strada e nel ciclocross, dove ogni grammo superfluo sparisce dalla bici. Sul gravel il ragionamento cambia: le uscite si allungano, i carichi variano e il minimalismo estremo non sempre è la scelta giusta. Se però pedali leggero e sai gestire lo spazio, di alternative così curate ne trovi poche.
Fonte: gravelnews.it.
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