Silca allarga il suo giro d'affari e sbarca sul mercato delle coperture. L'azienda italiana, che conosci soprattutto per pompe, attrezzi, detergenti e, piu di recente, camere d'aria in TPU e sigillanti, ha presentato la nuova linea Protocol: tre modelli gravel e uno da strada, tutti tubeless ready.
La scelta di produrre gomme non arriva a caso. Secondo Silca, sono stati proprio gli altri prodotti del catalogo (sigillante, valvole, nastro, camere TPU e persino il loro calcolatore di pressione) a fare da spinta: mancava solo un pezzo dell'equazione, la copertura. Il progetto, dicono, non ricicla il classico approccio di ingrandire una gomma da strada per farne una gravel. L'idea di partenza sarebbe stata portare le prestazioni delle XC da mountain bike verso gravel e strada, pensando a pressioni moderne e agli standard attuali dei cerchi.
Vediamo i modelli. Il modello da strada si chiama RCR, classificato come all-road, disponibile in 29, 34 e 38 mm e ottimizzato per cerchi hookless con canale interno da 25 mm. La 29 mm dichiara 290 grammi, la 38 mm sale a 350.
Sul fronte gravel ci sono tre proposte con destinazioni diverse. La RCG-1 viene definita da Silca la gomma gravel piu veloce mai fatta, con battistrada direzionale pensato per fondi compatti, transizioni su asfalto e ritmi da gara. La RCG-3 punta ai terreni misti con protezione anti-foratura aggiuntiva. La RCG-4 monta un battistrada piu aggressivo, capace di scaricare fango sui fondi sconnessi, per chi mette il controllo davanti alla velocita. Tutte le gravel arrivano in 45, 50 e 55 mm. C'e anche una versione specifica della RCG-3 per ruote gravel da 32 pollici, formato che sta guadagnando spazio. Prezzo unico: 99.
Un dettaglio interessante per chi segue la scena gravel: nello sviluppo ha avuto un ruolo Dylan Johnson, atleta americano noto per la sua ossessione per i marginal gains su bici, ruote e gomme. Fino a ora non aveva uno sponsor gomme (ha corso con Continental e Schwalbe), e ora entra nel team Silca. La sua condizione, raccontata sui social, era chiara: se le gomme vanno bene sia in laboratorio sia su strada, allora si parla di contratto.
Per noi in Italia fa piacere vedere un marchio nostrano allargare il campo, ma il giudizio vero arrivera solo con i test su strada e sterrato.
Fonte: cyclingnews.com
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