Se hai mai montato una borsa da bikepacking cercando qualcosa di solido, il nome Tailfin ti dice qualcosa. Ora quel marchio britannico entra nell'orbita italiana: MVC Group, il gruppo veneto che possiede Castelli e Sportful, ha annunciato l'acquisizione dell'azienda di Bristol. L'annuncio arriva da Fonzaso, in provincia di Belluno, dove il gruppo ha sede.
Dell'operazione non conosciamo né il prezzo né la quota ceduta. È confermato però che il fondatore Nick Broadbent e il team dirigente restano al comando, con una partecipazione di minoranza. In pratica il marchio continua a camminare sulle proprie gambe, sotto un ombrello più grande.
Tailfin nasce nel 2017 da un ingegnere meccanico che voleva risolvere i limiti degli accessori esistenti. In meno di dieci anni si è ritagliata uno spazio importante tra i prodotti tecnici per il viaggio in bici, proprio mentre il gravel allargava questo mercato. La tecnologia è sviluppata in casa e protetta da oltre venti brevetti, tra concessi e in corso. I numeri raccontano una piccola realtà che corre: crescita media intorno al 50 per cento all'anno nell'ultimo quinquennio e ricavi vicini ai 10 milioni di euro nel 2025, con Stati Uniti, Regno Unito e Germania a trainare oltre metà del fatturato.
Dall'altra parte c'è un gruppo storico. MVC nasce nel 1946, è controllato dalla famiglia Cremonese e opera con marchi come Sportful, Castelli, Karpos e Zoot. Con Tailfin diventano cinque. Nel 2025 il consolidato ha superato i 110 milioni di euro di ricavi, circa 500 dipendenti e presenza in 75 paesi. L'obiettivo dei 150 milioni entro il 2028 verrà rivisto al rialzo, senza cifre dichiarate.
L'amministratore delegato Emilio Foà parla di un posizionamento sull'eccellenza coerente con Castelli e Sportful, e di una categoria complementare all'abbigliamento. Il gruppo intravede possibili ricadute anche nel triathlon con Zoot e nell'outdoor con Karpos. Per Tailfin il vantaggio è chiaro: accesso alla rete commerciale e industriale di MVC per accelerare all'estero. Broadbent assicura che identità e autonomia resteranno intatte.
Cosa cambia per chi pedala? Al momento poco. Il comunicato non anticipa modifiche a gamma, prezzi o canali di vendita, né tempi per sviluppi congiunti. Per ora è una questione di assetto societario. La domanda vera, per noi in Italia, è se la maggiore forza distributiva porterà Tailfin più spesso negli scaffali dei negozi, dove il bikepacking tecnico resta ancora una nicchia rispetto ai capi tecnici. Da tenere d'occhio.
Fonte: gravelnews.it
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