C'è una bici che sta facendo discutere a Val di Sole, e non per il colore. Il ceco Ondřej Cink si presenta alla prova iridata XCO con il suo prototipo Cube AMS Raceday C:68X montato su ruote da 32 pollici. Se dovesse davvero prendere il via nella gara mondiale, sarebbe la prima bici da 32" a correre un Campionato del Mondo XCO. Un piccolo primato che vale la pena raccontare anche a chi macina sterrato più che tracciati tecnici.
La storia di questa bici è recente. Cink ha esordito col prototipo vincendo una C1 a Ostrava, poi lo ha portato in Coppa del Mondo a Les Gets per misurarlo contro i migliori specialisti, e infine lo ha usato nello Short Track prima della prova iridata. Un percorso rapido, fatto per accumulare fiducia sul mezzo.
Per far spazio a ruote così grandi, Cube ha dovuto ridisegnare praticamente tutto il telaio e ricalibrare la geometria. Il dettaglio più visibile è l'attacco manubrio con un angolo negativo marcato, servito a tenere il pilota abbastanza basso nonostante le proporzioni cresciute. Davanti lavora una FOX Factory 34 RAD da 120 mm, forcella ancora sperimentale pensata per gli standard oversize; dietro uno shock FOX Float SL con 115 mm di corsa.
Sul fronte trasmissione non si è badato a spese: Shimano XTR Di2 elettronico per cambio e freni, pedivelle da 175 mm con power meter 4iiii e corona da 34 denti scelta sul profilo altimetrico della Val di Sole. Le ruote montano cerchi Newmen e coperture Schwalbe, due marchi già al lavoro su questo nuovo diametro. Da notare la protezione anti-foratura con inserto PTN Pepi's Tire Noodle: segno che la sicurezza in gara è stata presa sul serio.
Il nodo, ovviamente, è il peso. I dati precisi non ci sono, ma è evidente che un telaio, una forcella e ruote più grandi facciano lievitare la bilancia rispetto al classico 29". La domanda vera è se i vantaggi in scorrevolezza e passaggio sugli ostacoli riescano a compensare quei grammi in più.
Perché ci interessa da gravellisti? Perché il 32" è un cantiere aperto che parte dalla MTB d'élite ma potrebbe scivolare, prima o poi, verso il mondo dello sterrato. Per ora resta un esperimento tutto da verificare sul campo.
Fonte: gravelnews.it
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