Il filone delle ruote gravel aero e ultra-larghe continua a crescere, e ora anche Hunt si accoda. Il marchio britannico ha presentato le nuove 5AM Gravel Limitless, abbreviate in 5AMG, pensate per chi corre su terreni veloci con coperture generose.
L'idea di fondo la conosci gia' se segui il settore: non si allargano i cerchi solo per montare gomme piu' grosse, ma anche per rendere piu' pulito il raccordo tra la copertura ad alto volume e il profilo in carbonio. Meno turbolenza, meno resistenza all'aria. La larghezza interna qui e' di 27 mm, un valore ottimizzato per gomme da 45 e 50 mm, con compatibilita' dichiarata da 40 a 60 mm su sistema hookless.
La scelta tecnica piu' interessante e' quella che Hunt chiama mullet rovesciato. Davanti trovi un cerchio piu' profondo e largo, dove l'aerodinamica conta di piu': 54 mm di profondita' e 45 mm di larghezza. Dietro invece il cerchio e' piu' basso e stretto, 49 mm per 38 mm, per contenere peso e guadagnare reattivita'. Una logica che ha senso se pensi a come lavorano davvero le due ruote.
Sul peso Hunt dichiara 1.317 g la coppia nella versione con raggi in carbonio (Ti_UD), mentre con i raggi in acciaio inox si sale a 1.447 g. Nei test in galleria del vento condotti dall'azienda stessa, la versione carbonio e' risultata la piu' leggera e con la minore resistenza. C'e' da dire che si tratta di dati del produttore, quindi presi con il beneficio del dubbio.
Un dettaglio che per il gravellista italiano puo' fare la differenza sui nostri sterrati rotti: i bead extra-larghi, 9 mm davanti e 5,5 mm dietro, pensati per ridurre le forature da pizzicatura e proteggere il cerchio dai colpi contro le pietre.
Parliamo di prezzi, perche' qui si sale parecchio. La versione con raggi in acciaio costa 2.399 euro, quella con raggi in carbonio Ti_UD 2.899 euro, mentre la variante con mozzi CeramicSpeed Alpha arriva a 3.299 euro. Il preordine e' gia' aperto, con consegne previste dal primo dicembre. Hunt include anche una garanzia a vita di riparazione o sostituzione in caso di incidente.
Fonte: cyclingnews.com.
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