Il fine settimana gravel a Tukums, in Lettonia, ha regalato due epiloghi molto diversi ma entrambi tirati fino all'ultimo metro. Tra le donne elite ha avuto la meglio Marjolein van't Geloof (Laboral Kutxa-Fundacion Euskadi), che si è imposta in una volata a quattro chiudendo i 140 km in 4:24:21. Alle sue spalle la leader della serie Wendy Oosterwoud (PAS Racing) e la francese Axelle Dubau-Prévot (EF Education-Oatly), staccate rispettivamente di un solo secondo e di due. Vale la pena segnalare la quarta piazza di Katažina Sosna-Pinele (Torpado Factory), biker lituana rimasta fuori dal podio per un soffio.
La gara maschile ha preso invece tutt'altra piega. Eddy Le Huitouze (The Grip) è andato in fuga presto e ha imbastito uno sforzo di circa 110 km in avanscoperta insieme a Linus Ostdal (PAS Racing). I due si sono giocati la vittoria in volata, con il francese a spuntarla per un secondo. Terzo, a 36 secondi, Magnus Bak Klaris (PAS Racing). Tempo del vincitore: 3:43:39.
Il percorso, 140 km su terreno ondulato, alternava strade larghe a brevi tratti di single-track. Un tracciato vario, di quelli che premiano chi sa gestire ritmo e cambi di superficie senza sprecare energie. Non è un dettaglio da poco per capire come Le Huitouze abbia potuto reggere una fuga così lunga.
Un'annotazione utile per chi guarda a queste corse come tappe di avvicinamento a obiettivi più grandi: era la prima volta che Gravel Weekend entrava nel calendario come prova qualificante delle UCI Gravel World Series. Il 25% dei migliori di ogni categoria, più i podi completi, stacca il pass per i Mondiali gravel in programma a Nannup, nell'Australia Occidentale, il 10 e 11 ottobre.
Per il gravellista italiano che segue il circuito, il messaggio è semplice: la rete di qualifiche continua ad allargarsi verso Est, con nuovi appuntamenti che aprono la porta alla rassegna iridata. E vedere nomi che alternano radici mtb e strada, come Sosna-Pinele o lo stesso Le Huitouze, conferma quanto il gravel ad alto livello sia ormai un terreno di incrocio tra discipline diverse.
Fonte: cyclingnews.
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