C'è un modo di viaggiare in bici che non insegue i record ma le storie. È quello che racconta Fabrizio Masi in un'intervista pubblicata da Bikeitalia. Il tema è chiaro fin dal titolo: perché esplorare i Balcani sulle due ruote.
Masi parla di viaggi a corto e medio raggio, con un interesse preciso per le zone di frontiera. Quei territori a est del nostro confine orientale che, dice, da bambino sembravano lontani e invalicabili. La spinta è personale oltre che geografica: capire la storia e i legami sentimentali con quelle terre. Non è caso che ne sia nato un libro, Istria, Storie oltre i confini (Ediciclo), fatto proprio degli incontri raccolti lungo la strada.
Per chi pedala qui in Italia, l'aspetto interessante è quanto queste rotte siano a portata di mano. La Parenzana, per esempio: l'ex ferrovia che attraversa Istria tra Italia, Slovenia e Croazia, che Masi definisce un'avventura wild ma alla portata, senza allontanarsi troppo da casa. Un percorso su sterrato che parla parecchio anche a chi va di gravel.
Sul metodo, il consiglio è controcorrente rispetto all'ansia da programmazione. Se viaggi in autonomia, porta i ricambi essenziali e pianifica solo il necessario. La traccia si prepara prima, poi lungo la strada è bello divagare e cambiare idea. Per Masi le sorprese sono l'anima vera del viaggio, e la bici resta uno strumento analogico che non chiede troppa organizzazione.
Non manca il lato meno romantico. Le difficoltà, spiega, arrivano soprattutto quando accompagna gruppi in questi territori: pochi punti di assistenza, tracciati ruvidi, e persone poco abituate a luoghi diversi da casa. Proprio questa ruvidità, però, restituisce un'esperienza autentica.
Il suo prossimo viaggio segue la TransDinarica in Croazia, oltre la Ciceria, il Quarnero e la Lika fino alla Dalmazia. Come riferimento cita Tre uomini in bicicletta di Paolo Rumiz, Francesco Altan ed Emilio Rigatti, il reportage da Trieste a Istanbul con cui, racconta, ha avuto la fortuna di pedalare.
Il consiglio finale per chi non è mai partito è disarmante nella sua semplicità: parti da casa, in qualsiasi direzione. Chiuditi la porta alle spalle e inizia a pedalare. Il resto lo scopri strada facendo.
Fonte: bikeitalia.it.
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