C'è un momento, per chi va in gravel, in cui l'uscita di giornata non basta più. Viene voglia di caricare qualche borsa sulla bici, mettere dentro lo stretto necessario e partire — dormire fuori, svegliarsi altrove, pedalare senza l'obbligo di tornare per cena. Questo è il bikepacking: viaggiare in bici con l'essenziale, in autonomia, tra strade bianche e sentieri. E la gravel, per come è fatta, è forse la bici perfetta per iniziare.
Se l'idea ti attira ma non sai da dove partire, questa guida è per te. Niente spedizioni epiche o attrezzatura da migliaia di euro: il bikepacking vero comincia con una notte fuori a pochi chilometri da casa, e cresce da lì. Vediamo come muovere i primi passi.
Cos'è il bikepacking (e perché la gravel è ideale)
Il bikepacking è cicloturismo in versione minimalista: invece delle grandi borse laterali e dei portapacchi ingombranti del cicloturismo classico, il bagaglio si fissa direttamente alla bici in borse compatte — su telaio, manubrio e sella. Tutto pensato per essere leggero, flessibile e adatto a qualsiasi terreno.
La gravel è la bici ideale per questo: combina l'efficienza su strada con la capacità di affrontare lo sterrato, ha geometrie comode per le lunghe distanze, monta gomme abbastanza larghe (35-45 mm) per il fondo misto, e in genere ha numerosi attacchi per le borse. Ma la bellezza del bikepacking è che puoi iniziare con la bici che hai già: non serve comprarne una nuova per la prima notte fuori.
Il fascino sta proprio nella semplicità. L'avventura inizia davanti a casa, e non conta la distanza ma la sensazione di essere in viaggio. Bastano poche ore, una notte improvvisata o un weekend per staccare dalla routine.
Il primo viaggio: parti piccolo
L'errore più comune di chi inizia è pensare in grande: itinerari ambiziosi, tanti chilometri, mete lontane. Il consiglio di tutti gli esperti è l'opposto: la prima volta, parti piccolo.
Il formato ideale per debuttare è la "notte fuori" (overnighter): esci nel pomeriggio, pedali qualche ora, dormi in un posto vicino, torni il giorno dopo. Anche entro 30 km da casa. Sembra poco, ma aggiungere anche una sola notte a un'uscita trasforma completamente l'esperienza — e ti insegna tutto quello che devi sapere prima di avventure più lunghe. La differenza tra una notte fuori e un viaggio di una settimana, scoprirai, sta quasi solo nella preparazione.
Scegli un percorso che conosci o vicino a casa: riduce le incognite, e se qualcosa va storto sei sempre in grado di rientrare. La familiarità toglie ansia e ti fa concentrare sulla logistica (le borse, il campo, i ritmi) invece che sull'orientamento.
Quanti chilometri al giorno?
Metti in conto una cosa fondamentale: con il carico vai più lento. Il peso delle borse abbassa la velocità media e allunga i tempi. Chi è alle prime armi tende a sovrastimare le proprie capacità.
Un riferimento realistico per iniziare: non superare i 70-80 km al giorno, preferendo strade secondarie con fondo non troppo sconnesso e poco dislivello. Considera un'andatura tranquilla intorno ai 15 km/h di media: anche pedalando con calma, tra soste e pause, in una giornata copri distanze soddisfacenti senza stress.
E sii pronto a cambiare i piani: tappe che non si rispettano, imprevisti, strade chiuse, o semplicemente la voglia di fermarti più a lungo in un posto bello. Fa parte del gioco. La flessibilità è metà del divertimento.
Le borse: dove mettere tutto
Il sistema bikepacking classico rinuncia a portapacchi e borse laterali, distribuendo tutto in borse compatte sulla bici:
- Borsa da telaio: la più importante. Sta nel triangolo del telaio, tiene il peso centrato e basso (fondamentale per la guidabilità) ed è facilmente accessibile. Qui vanno gli oggetti pesanti: attrezzi, kit riparazione, powerbank, camere d'aria.
- Borsa da manubrio: per il voluminoso ma leggero — sacco a pelo, vestiti, il riparo per la notte.
- Borsa sottosella (o "a coda"): capiente, per l'abbigliamento e l'equipaggiamento notte.
- Borse accessorie: sulla forcella, sul tubo orizzontale (per snack e telefono a portata di mano), o piccole "feed bag" al manubrio.
Due principi valgono sempre: distribuisci il peso in modo uniforme e tienilo il più basso e centrale possibile. Una bici ben bilanciata si guida infinitamente meglio, soprattutto sullo sterrato. Ed evita lo zaino pesante sulle spalle: sposta il baricentro in alto, stanca la schiena e peggiora l'equilibrio.
Un consiglio pratico per iniziare senza spendere: molti partono con un semplice portapacchi da reggisella e borse economiche per testare se il bikepacking gli piace, prima di investire in attrezzatura specializzata. Inizia con quello che hai, aggiorna man mano.
Dormire fuori: le opzioni
Il "dove dormo" è la domanda che intimidisce di più, ma le opzioni sono tante e scalabili:
- Campeggi e rifugi: la scelta più semplice per iniziare. Servizi, sicurezza, nessun pensiero. Perfetti per il primo viaggio. Verifica in anticipo che siano aperti e, in alta stagione, se serve prenotare.
- B&B, ostelli, piccoli hotel: per chi vuole un'avventura "morbida", o come backup se il meteo peggiora. Nulla vieta di mescolare notti in tenda e notti al coperto.
- Campeggio libero (bivacco): il più avventuroso e economico, ma verifica sempre le regole locali — in Italia la normativa varia e il bivacco non è ovunque consentito. Informati prima.
Per l'attrezzatura notte, punta su un setup compatto e leggero: tenda ultraleggera o telo/bivacco, sacco a pelo adatto alla stagione, materassino. Per il primo viaggio, scegliere un percorso con campeggi o rifugi ti toglie il pensiero del riparo e semplifica tutto.
Cosa portare: l'essenziale
Oltre al kit standard dell'autonomia gravel (attrezzi, camera d'aria, multitool con smagliacatena, pompa, kit tubeless), il bikepacking aggiunge alcune categorie:
- Dormire: riparo, sacco a pelo, materassino.
- Acqua e cibo: porta 2-3 litri d'acqua e pianifica dove rifornirti — l'acqua è pesante ma vitale. Barrette, frutta secca, snack sempre a portata, più uno spuntino di emergenza per quando i negozi sono chiusi (capita più spesso di quanto pensi). Per i viaggi più lunghi, un piccolo fornello apre un mondo.
- Navigazione e luce: smartphone o GPS con mappe offline (nelle zone isolate il segnale manca), powerbank e cavi, luci anteriori e posteriori. Una lampada frontale è preziosissima la sera al campo e per eventuali riparazioni a mani libere.
- Abbigliamento: un cambio tecnico, uno strato caldo e uno impermeabile — il meteo cambia in fretta. Calze di ricambio (piccolo lusso che fa morale).
- Igiene ed essenziali: spazzolino, crema solare, crema per fondello, un piccolo kit di pronto soccorso.
La regola d'oro: testa il setup prima
Se c'è un consiglio che tutti gli esperti ripetono, è questo: non usare mai attrezzatura nuova direttamente in viaggio. Testa tutto prima — le borse, la tenda, il fornello, la bici a pieno carico.
Il modo migliore è proprio la "notte fuori" vicino casa: ti fa scoprire cosa funziona e cosa no quando ancora puoi rientrare facilmente. Valuti come si guida la bici carica, se le borse ballano o toccano, se hai portato troppo (quasi sempre sì) o dimenticato qualcosa. Ogni viaggio insegna, e i primi insegnano di più: torna a casa, fai il punto su cosa ha funzionato, e affina per la volta dopo.
Pianificare il percorso
Tracciare l'itinerario è parte del divertimento. App come Komoot o Strava permettono di creare percorsi adatti al tuo livello e al tipo di bici. Un paio di accortezze specifiche per il gravel in Italia:
- Non forzare tutto sterrato a ogni costo: l'Italia è un paese molto asfaltato e gli sterrati continui non sono infiniti, specie in certe zone. Un buon percorso gravel mescola strade bianche, secondarie e tratti sterrati.
- Verifica la pedalabilità: usa Google Earth o la Trail View di Komoot per controllare che la traccia sia davvero ciclabile, e non ti costringa a lunghi tratti a piedi spingendo la bici.
- Pianifica i rifornimenti: segna dove trovi acqua e cibo, soprattutto nei tratti isolati.
E se vuoi saltare del tutto la fatica di pianificare — o semplicemente vivere l'esperienza in compagnia — c'è una scorciatoia che consigliamo caldamente: partecipare a un evento di bikepacking organizzato.
Il modo più semplice per iniziare: un evento
Per la prima esperienza, un evento bikepacking organizzato toglie di mezzo quasi tutte le incognite: il percorso è tracciato e collaudato, ci sono altri partecipanti con cui condividere l'avventura, spesso punti di supporto, e l'atmosfera di community che è una delle cose più belle di questo mondo. È il modo ideale per capire se il bikepacking fa per te, imparando dagli altri sul campo.
In Italia gli eventi di bikepacking e ultracycling gravel sono in crescita, dai formati "soft" di un weekend alle sfide di più giorni. Nel nostro calendario eventi trovi quelli in programma: filtra per la tipologia bikepacking e cerca quello adatto al tuo livello per la prima volta. Partire in compagnia, su un percorso pensato apposta, è il modo migliore per innamorarsi di questa disciplina.
In sintesi
Il bikepacking gravel si inizia in piccolo: una notte fuori vicino casa, con la bici che già hai e borse essenziali ben bilanciate sul telaio. Non superare i 70-80 km al giorno all'inizio, dormi in campeggio o rifugio per semplificare, porta l'essenziale (dormire, acqua/cibo, navigazione, luci, un cambio) e — soprattutto — testa tutto prima di partire davvero. Pianifica percorsi realistici, o meglio ancora parti da un evento organizzato. Il resto lo imparerai pedalando, ed è la parte più bella.
Il mondo là fuori aspetta solo che tu carichi le borse. Trova la tua prima avventura nel calendario eventi.
Gravellisti
